mercoledì 20 febbraio 2008

La Roda, la vita...

Quando sentiamo parlare della Roda, probabilmente ci viene in mente
una ruota... quasi giusto...
In realtà è un cerchio. Ma è formato da persone, e dalle emozioni che emanano.
In un punto della Roda si trovano gli strumenti (ovvero la bateria, diciamo così.. l'orchestra). Questi seguono il più importante di tutti: il Berimbau. Uno strumento ad arco composto da una sola corda e da una cassa di risonanza. La sua semplicità nasconde una meraviglia, dato che in mano ad un Mestre genera una così ricca gamma sonora da stupire facilmente chiuque. Il suo suono è la legge, e come in natura avviene, gli elementi che compongono la roda, partecipandi e strumentisti, devono assecondarlo. La musica che permea la Roda è come il mare. Può essere morbida e lenta, può essere forte e burrascosa.

La roda è la metafora della vita. E' la regione di spazio che abitiamo, che condividiamo, che lasciamo agli altri. E come nella vita ci sono momenti di varia intensità emotiva, così avviene nella roda.
Ai piedi del Berimbau due giocatori attendono un cenno, e quando questo concede la grazia del via, i giocatorii entrano nella Roda. E' la metafora della nascita, dell'inizio della vita in una società.
Al ritmo del berimbau, e solo se questo sta suonando, i giocatori dopo essersi stretti la mano, iniziano a jogar, a giocare. E inizia un dialogo tra i due, che dapprima serve a conoscere l'altro, poi a cercare di colpirlo. Non è un combattimento, il colpo non serve a far del male, serve a mostrare che in roda, come nella vita, ci sono delle difficoltà che vanno evitate, assecondate, o che possono a sua volta trasformarsi in opportunità.
Tutto questo si traduce nelle schivate, nelle acrobazie (a volte nella vita la scampiamo per un pelo!), nei contrattacchi.

Può succedere che ci venga proposto un tranello, ma la nostra malizia (nella capoeira questa attitudine si chiama malandragem), se ben allenata, ci può levare dai guai.
Può succedere che un giocatore inizi a camminare in cerchio (volta ao mundo, giro del mondo), come se noi non fossimo più un pericolo per lui, e che ritorni quando meno ce l'aspettiamo. Può succedere che si ritorni ai piedi del Berimbau, e si inizi da zero a giocar, come quando nella vita capita di dover ricominciare tutto da capo.
Ma può succedere anche che qualcuno ci sostituisca nel gioco (comprar, comprare il gioco), ci sostituisca nella roda della vida. Questo ci ricorda che la vita non è eterna, ma solo una transizione. Ed è per questo che va apprezzata e vissuta fino all'ultimo istante con chi ci sta accanto.
Vedete come la Roda possa aver senso solo quando ci sono più giocatori, e questo ci fa riflettere su come vivere. Una vita da soli non ha valore, le nostre emozioni le dobbiamo condividere con chi ci sta vicino per sentirci bene.

La roda non è un ring, anche se può sembrare tale. E il suo fine non è vincere l'avversario, ma piuttosto aver scoperto le sue intenzioni, aver capito chi ci sta davanti.
Non riesco a smettere di trovare nessi con la vita, ed è per questo che la Capoeira è così unica.
Se vi siete riconosciuti anche solo in uno di questi, allora la vostra Roda, o il vostro cammino, sono già iniziati.

"Passar bem ou passar mal,
tudo na vida è passar, Camarà!"

"passare bene o passare male,
tutta la vita è un passaggio, amici miei!"

Banzai!

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