Quando sentiamo parlare della
Roda, probabilmente ci viene in mente
una ruota... q

uasi giusto...
In realtà è un
cerchio. Ma è formato da
persone, e dalle
emozioni che emanano.
In un punto della Roda si trovano gli strumenti (ovvero la
bateria, diciamo così.. l'orchestra). Questi seguono il più
importante di tutti: il
Berimbau. Uno strumento ad arco composto da una sola corda e da una cassa di risonanza. La sua
semplicità nasconde una
meraviglia, dato che in mano ad un Mestre genera una così ricca gamma sonora da
stupire facilmente chiuque. Il suo
suono è la
legge, e come in
natura avviene, gli elementi che compongono la roda, partecipandi e strumentisti, devono assecondarlo. La musica che permea la Roda è come il
mare. Può essere morbida e lenta, può essere forte e burrascosa.
La roda è la
metafora della
vita. E' la regione di spazio che abitiamo, che condividiamo, che lasciamo agli altri. E come nella vita ci sono
momenti di varia intensità emotiva, così avviene nella roda.
Ai piedi del Berimbau due giocatori attendono un cenno, e quando questo concede la
grazia del via, i giocatorii entrano nella Roda. E' la metafora della
nascita, dell'inizio della vita in una società.
Al ritmo del berimbau, e
solo se questo sta suonando, i giocatori dopo essersi stretti la mano, iniziano a
jogar, a giocare. E inizia un
dialogo tra i due, che dapprima serve a conoscere l'altro, poi a cercare di colpirlo. Non è un combattimento, il colpo non serve a far del male, serve a mostrare che in roda, come nella vita, ci sono delle
difficoltà che vanno evitate, assecondate, o che possono a sua volta trasformarsi in
opportunità.
Tutto questo si traduce nelle schivate, nelle acrobazie (a volte nella vita la scampiamo per un pelo!), nei contrattacchi.
Può succedere che ci venga proposto un
tranello, ma la nostra
malizia (nella capoeira questa attitudine si chiama
malandragem), se ben allenata, ci può
levare dai guai.
Può succedere che un giocatore inizi a camminare in cerchio
(volta ao mundo, giro del mondo), come se noi non fossimo più un pericolo per lui, e che ritorni quando meno ce l'aspettiamo. Può succedere che si ritorni ai
piedi del Berimbau, e si inizi da zero a giocar, come quando nella vita capita di dover
ricominciare tutto da capo.
Ma può succedere anche che qualcuno ci sostituisca nel gioco (
comprar, comprare il gioco), ci sostituisca nella roda della vida. Questo ci ricorda che la
vita non è eterna, ma solo una transizione. Ed è per questo che va apprezzata e
vissuta fino all'ultimo istante con chi ci sta accanto.
Vedete come la Roda possa aver
senso solo quando ci sono
più giocatori, e questo ci fa riflettere su come vivere. Una vita da soli non ha valore, le nostre emozioni le dobbiamo
condividere con chi ci sta vicino per sentirci bene.
La roda non è un ring, anche se può sembrare tale. E il suo
fine non è vincere l'avversario, ma piuttosto aver
scoperto le sue
intenzioni, aver capito chi ci sta davanti.
Non riesco a smettere di trovare nessi con la vita, ed è per questo che la Capoeira è così
unica.
Se vi siete riconosciuti anche
solo in uno di questi, allora la vostra Roda, o il vostro
cammino, sono già iniziati.
"Passar bem ou passar mal,tudo na vida è passar, Camarà!"
"passare bene o passare male,
tutta la vita è un passaggio, amici miei!"
Banzai!