Ciao a tutti!
dopo le vacanze estive passate ad allenarsi per la manifestazione di Gavello... si riprende!
Gli orari sono:
martedì dalle 19.30 alle 21.00
venerdì dalle 20.00 alle 21.30
Se non l'avete ancora fatto guardate i video gentilmente fatti da un Amico per la serata di Gavello:
A breve posterò un demo che raccoglie i momenti più belli e spettacolari dell'evento!
Vi aspettiamo in palestra!
Banzai!
ps. grazie Pere e Teo e Jessica di averci aiutato!
le zucche stanno seccando anche se qualcuna è marcita...
sabato 27 settembre 2008
venerdì 16 maggio 2008
sabato 10 maggio 2008
martedì 6 maggio 2008
Sono nate le zucche!!!
Ed ecco le mie piantine:

Ciao a tutti!
intanto che mi riprendo dal mortale andato male, vi aggiorno sulla situazione zucche.
Cosa c'entrano le zucche? Ma ragazzi, quelle per fare la cassa di risonanza per il Berimbau!!

La semina l'ho fatta a metà aprile, i semi li ho ordinati su ebay e un gentilissimo Amico mi ha inviato per posta altri semi.
La zucca in questione è la LAGENARIA SICERARIA, o zucca bottiglia.
In queste pagine trovate molti riferimenti.
In tutto sono 9 piantine, ma devo ancora controllare quelle che ho seminato dal nonno..
SEMINA

Vanno messi 3 semi appena un dito sotto terra, che va precedentemente vangata e pulita dall'erba.
Se ne piantate più di una, tenetele distanti almeno 1 metro una dall'altra.
Hanno bisogno di sole e acqua, e spazio per arrampicarsi.
Quindi per sostenerle, costruite dei sostegni in legno oppure man mano che vengono su aiutatele a correre lungo la rete di confine.
Dopo 20 giorni dalla semina dovreste vederle sbucare dal terreno con 2 foglioline verdi di circa 2 cm l'una...
Io che mi occupo di elettronica vi assicuro che la nascita di una pianta da un seme messo lì con le vostre manine... beh è un piacere unico...
Un consiglio per chi ha 1 metro quadrato di orto: se non l'avete mai fatto, PROVATE!
Man mano che cresce, vi spiegherò come faccio per ottenere la zucca per il berimbau.
Hola!
Ciao a tutti!
intanto che mi riprendo dal mortale andato male, vi aggiorno sulla situazione zucche.
Cosa c'entrano le zucche? Ma ragazzi, quelle per fare la cassa di risonanza per il Berimbau!!

La semina l'ho fatta a metà aprile, i semi li ho ordinati su ebay e un gentilissimo Amico mi ha inviato per posta altri semi.
La zucca in questione è la LAGENARIA SICERARIA, o zucca bottiglia.
In queste pagine trovate molti riferimenti.
In tutto sono 9 piantine, ma devo ancora controllare quelle che ho seminato dal nonno..
SEMINA
Vanno messi 3 semi appena un dito sotto terra, che va precedentemente vangata e pulita dall'erba.
Se ne piantate più di una, tenetele distanti almeno 1 metro una dall'altra.
Hanno bisogno di sole e acqua, e spazio per arrampicarsi.
Quindi per sostenerle, costruite dei sostegni in legno oppure man mano che vengono su aiutatele a correre lungo la rete di confine.
Dopo 20 giorni dalla semina dovreste vederle sbucare dal terreno con 2 foglioline verdi di circa 2 cm l'una...
Io che mi occupo di elettronica vi assicuro che la nascita di una pianta da un seme messo lì con le vostre manine... beh è un piacere unico...
Un consiglio per chi ha 1 metro quadrato di orto: se non l'avete mai fatto, PROVATE!
Man mano che cresce, vi spiegherò come faccio per ottenere la zucca per il berimbau.
Hola!
martedì 15 aprile 2008
Qualche foto per i volenterosi di stasera!!!
Dovrò decidermi di caricare una slideshow con Flikr...
Intanto posto qui un po' di facce contente che sono venute stasera!
Ecco Var8 in un performante becco del Pappagallo
e Giro in Au Batendo...
I mestri che ci fanno sgobbare...
Ragazzi mi raccomando per venerdì... chi non c'è non compare nel blog!!
Buona notte!!
Banzai!
domenica 2 marzo 2008
Il linguaggio dell'Angola
Mi sono imbattuto in Mestre Itapua..
Questo video è magnifico, le tecniche usate sono estremamente semplici, eppure sembrano unite da una misteriosa forza..
il linguaggio è quello dell'Angola, ritualizzato e ricco di sfacettature.
Possiamo vedere le finte, il Passo ao Dois e molto altro..
Fenomenale..
Banzai!
Questo video è magnifico, le tecniche usate sono estremamente semplici, eppure sembrano unite da una misteriosa forza..
il linguaggio è quello dell'Angola, ritualizzato e ricco di sfacettature.
Possiamo vedere le finte, il Passo ao Dois e molto altro..
Fenomenale..
Banzai!
mercoledì 20 febbraio 2008
La Capoeira è per tutti?
Spesso mi trovo a dibattere se la Capoeira può essere praticata da tutti.
Questa disciplina è talmente ricca di sfaccettature che chiunque può trovare una nicchia dove dare il massimo di sè. Non ha limiti di età, ha solo limiti nella volontà.
Se siete in salute, non rinunciate a provare, potreste perdere un'occasione.
Bambini, giovani, meno giovani. Uomini e Donne. Chiunque sia gioioso di vivere!
Come il Pere mi ha insegnato, e come ho avuto modo di costatare, è realmente così.
Spesso passa l'idea che data la sua acrobaticità e spettacolarità possa essere per così dire, "roba per pochi".
Ora provate a pensare, quanti sono i Maestri che hanno lasciato un segno nella storia?
A quale età è stata riconosciuta la loro la maestria?
Il fatto è che con il passare del tempo è ovvio che, vuoi per la vecchiaia o per infortuni, si debba rinunciare alla parte diciamo così "acrobatica". Ma questo ci porta a spostare la nostra attenzione su quelle minuzie che prima non avevamo ancora dominato.
Si può quindi riporre attenzione nelle gestualità, nella strategia, nella malizia.
Vi assicuro che questo è un percorso per tutti, prima o dopo.
Chi non ha gambe per saltare, ha cervello per ingannare. Chi non stupisce con acrobazie (floeiro, abbellimenti), ci può mettere in difficoltà anche a fare un solo singolo passo (malandragem, arte dell'astuzia).
Come sempre, la saggezza viene con il tempo.
Come il vecchietto che vince agli scacchi anche se si appoggia al bastone.
Che ci può battere anche se sappiamo essere più giovani e arzilli di lui...
Banzai!
Questa disciplina è talmente ricca di sfaccettature che chiunque può trovare una nicchia dove dare il massimo di sè. Non ha limiti di età, ha solo limiti nella volontà.
Se siete in salute, non rinunciate a provare, potreste perdere un'occasione.
Bambini, giovani, meno giovani. Uomini e Donne. Chiunque sia gioioso di vivere!
Come il Pere mi ha insegnato, e come ho avuto modo di costatare, è realmente così.
Spesso passa l'idea che data la sua acrobaticità e spettacolarità possa essere per così dire, "roba per pochi".
Ora provate a pensare, quanti sono i Maestri che hanno lasciato un segno nella storia?A quale età è stata riconosciuta la loro la maestria?
Il fatto è che con il passare del tempo è ovvio che, vuoi per la vecchiaia o per infortuni, si debba rinunciare alla parte diciamo così "acrobatica". Ma questo ci porta a spostare la nostra attenzione su quelle minuzie che prima non avevamo ancora dominato.
Si può quindi riporre attenzione nelle gestualità, nella strategia, nella malizia.
Vi assicuro che questo è un percorso per tutti, prima o dopo.
Chi non ha gambe per saltare, ha cervello per ingannare. Chi non stupisce con acrobazie (floeiro, abbellimenti), ci può mettere in difficoltà anche a fare un solo singolo passo (malandragem, arte dell'astuzia).
Come sempre, la saggezza viene con il tempo.
Come il vecchietto che vince agli scacchi anche se si appoggia al bastone.
Che ci può battere anche se sappiamo essere più giovani e arzilli di lui...
Banzai!
La Roda, la vita...
Quando sentiamo parlare della Roda, probabilmente ci viene in mente
una ruota... q
uasi giusto...
In realtà è un cerchio. Ma è formato da persone, e dalle emozioni che emanano.
In un punto della Roda si trovano gli strumenti (ovvero la bateria, diciamo così.. l'orchestra). Questi seguono il più importante di tutti: il Berimbau. Uno strumento ad arco composto da una sola corda e da una cassa di risonanza. La sua semplicità nasconde una meraviglia, dato che in mano ad un Mestre genera una così ricca gamma sonora da stupire facilmente chiuque. Il suo suono è la legge, e come in natura avviene, gli elementi che compongono la roda, partecipandi e strumentisti, devono assecondarlo. La musica che permea la Roda è come il mare. Può essere morbida e lenta, può essere forte e burrascosa.
La roda è la metafora della vita. E' la regione di spazio che abitiamo, che condividiamo, che lasciamo agli altri. E come nella vita ci sono momenti di varia intensità emotiva, così avviene nella roda.
Ai piedi del Berimbau due giocatori attendono un cenno, e quando questo concede la grazia del via, i giocatorii entrano nella Roda. E' la metafora della nascita, dell'inizio della vita in una società.
Al ritmo del berimbau, e solo se questo sta suonando, i giocatori dopo essersi stretti la mano, iniziano a jogar, a giocare. E inizia un dialogo tra i due, che dapprima serve a conoscere l'altro, poi a cercare di colpirlo. Non è un combattimento, il colpo non serve a far del male, serve a mostrare che in roda, come nella vita, ci sono delle difficoltà che vanno evitate, assecondate, o che possono a sua volta trasformarsi in opportunità.
Tutto questo si traduce nelle schivate, nelle acrobazie (a volte nella vita la scampiamo per un pelo!), nei contrattacchi.
Può succedere che ci venga proposto un tranello, ma la nostra malizia (nella capoeira questa attitudine si chiama malandragem), se ben allenata, ci può levare dai guai.
Può succedere che un giocatore inizi a camminare in cerchio (volta ao mundo, giro del mondo), come se noi non fossimo più un pericolo per lui, e che ritorni quando meno ce l'aspettiamo. Può succedere che si ritorni ai piedi del Berimbau, e si inizi da zero a giocar, come quando nella vita capita di dover ricominciare tutto da capo.
Ma può succedere anche che qualcuno ci sostituisca nel gioco (comprar, comprare il gioco), ci sostituisca nella roda della vida. Questo ci ricorda che la vita non è eterna, ma solo una transizione. Ed è per questo che va apprezzata e vissuta fino all'ultimo istante con chi ci sta accanto.
Vedete come la Roda possa aver senso solo quando ci sono più giocatori, e questo ci fa riflettere su come vivere. Una vita da soli non ha valore, le nostre emozioni le dobbiamo condividere con chi ci sta vicino per sentirci bene.
La roda non è un ring, anche se può sembrare tale. E il suo fine non è vincere l'avversario, ma piuttosto aver scoperto le sue intenzioni, aver capito chi ci sta davanti.
Non riesco a smettere di trovare nessi con la vita, ed è per questo che la Capoeira è così unica.
Se vi siete riconosciuti anche solo in uno di questi, allora la vostra Roda, o il vostro cammino, sono già iniziati.
"Passar bem ou passar mal,
tudo na vida è passar, Camarà!"
"passare bene o passare male,
tutta la vita è un passaggio, amici miei!"
Banzai!
una ruota... q
uasi giusto...In realtà è un cerchio. Ma è formato da persone, e dalle emozioni che emanano.
In un punto della Roda si trovano gli strumenti (ovvero la bateria, diciamo così.. l'orchestra). Questi seguono il più importante di tutti: il Berimbau. Uno strumento ad arco composto da una sola corda e da una cassa di risonanza. La sua semplicità nasconde una meraviglia, dato che in mano ad un Mestre genera una così ricca gamma sonora da stupire facilmente chiuque. Il suo suono è la legge, e come in natura avviene, gli elementi che compongono la roda, partecipandi e strumentisti, devono assecondarlo. La musica che permea la Roda è come il mare. Può essere morbida e lenta, può essere forte e burrascosa.
La roda è la metafora della vita. E' la regione di spazio che abitiamo, che condividiamo, che lasciamo agli altri. E come nella vita ci sono momenti di varia intensità emotiva, così avviene nella roda.
Ai piedi del Berimbau due giocatori attendono un cenno, e quando questo concede la grazia del via, i giocatorii entrano nella Roda. E' la metafora della nascita, dell'inizio della vita in una società.
Al ritmo del berimbau, e solo se questo sta suonando, i giocatori dopo essersi stretti la mano, iniziano a jogar, a giocare. E inizia un dialogo tra i due, che dapprima serve a conoscere l'altro, poi a cercare di colpirlo. Non è un combattimento, il colpo non serve a far del male, serve a mostrare che in roda, come nella vita, ci sono delle difficoltà che vanno evitate, assecondate, o che possono a sua volta trasformarsi in opportunità.
Tutto questo si traduce nelle schivate, nelle acrobazie (a volte nella vita la scampiamo per un pelo!), nei contrattacchi.
Può succedere che ci venga proposto un tranello, ma la nostra malizia (nella capoeira questa attitudine si chiama malandragem), se ben allenata, ci può levare dai guai.
Può succedere che un giocatore inizi a camminare in cerchio (volta ao mundo, giro del mondo), come se noi non fossimo più un pericolo per lui, e che ritorni quando meno ce l'aspettiamo. Può succedere che si ritorni ai piedi del Berimbau, e si inizi da zero a giocar, come quando nella vita capita di dover ricominciare tutto da capo.
Ma può succedere anche che qualcuno ci sostituisca nel gioco (comprar, comprare il gioco), ci sostituisca nella roda della vida. Questo ci ricorda che la vita non è eterna, ma solo una transizione. Ed è per questo che va apprezzata e vissuta fino all'ultimo istante con chi ci sta accanto.
Vedete come la Roda possa aver senso solo quando ci sono più giocatori, e questo ci fa riflettere su come vivere. Una vita da soli non ha valore, le nostre emozioni le dobbiamo condividere con chi ci sta vicino per sentirci bene.
La roda non è un ring, anche se può sembrare tale. E il suo fine non è vincere l'avversario, ma piuttosto aver scoperto le sue intenzioni, aver capito chi ci sta davanti.
Non riesco a smettere di trovare nessi con la vita, ed è per questo che la Capoeira è così unica.
Se vi siete riconosciuti anche solo in uno di questi, allora la vostra Roda, o il vostro cammino, sono già iniziati.
"Passar bem ou passar mal,
tudo na vida è passar, Camarà!"
"passare bene o passare male,
tutta la vita è un passaggio, amici miei!"
Banzai!
La Nostra Storia...
Ciao a tutti, sono Andrea, meglio noto come BANZAI!
Vi voglio raccontare una storia... la nostra!
Partirò dalla mia, per raccontarvi come è nato il nostro gruppo.
Iniziai a praticare il Karate quando avevo 10 anni, mi innamorai delle arti marziali e capii che non c'è nulla che si avvicina minimamente a questo mondo.
Partecipai spesso a degli stage in giro per l'Italia, che mi diedero modo di conoscere altre arti marziali, quali Judo, JuJutsu, KravMaga, KungFu e anche la Capoeira...
Ricordo che una volta eravamo al Palasport di Rimini, ad uno stage Fekda.
Fù lì che vidi un giovane ragazzo brasiliano che stava saltellando a tempo di musica.
Era per me una cosa molto strana, dato che la marzialità da cui provengo è estremamente rigida... mi sembrava irrispettoso nei confronti degli altri praticare arti marziali con la musica...
Poi mi venne detto che quello non era saltellare, ma era un tipo di guardia: la ginga!
Così provai a mettermi insieme agli altri stagisti, per provare quel modo di aspettare l'avversario... o per lo meno lo credevo il motivo...
Oltre alla ginga, non ricordo di aver provato altro, forse perchè c'era lo stage di karate a cui non potevo mancare.
Continuai a praticare il karate per 12 anni, finchè due anni fa qualcosa mi disse che era ora di soddisfare quel desiderio di provare la Capoeira di nuovo. Ma dato che nel mio paese, Villadose, non c'era nessuna scuola, decisi di spostarmi a Rovigo.
Conobbi così Andrea Sfriso (che abbiamo chiamato Camomilla per il fare tranquillo..), nello spogliatoio della Silver Gym.
Iniziai per qualche mese a praticare con lui, e una sera venne un ragazzo a salutare: il Pere.
Loro si conoscevano da tempo, e mi colpì molto il fatto che ritornò a salutarci spesso.
Poi le esigenze del gruppo richiesero di spostarsi da lì.
Iniziò quindi come una idea buttata lì per lì, di continuare ad allenarsi nella palestra di Villadose dove pratico il karate.
Iniziammo a quindi a dislocarci rispetto la città, e nonostante tutti provenissero da fuori Villadose, tutte le sere in palestra c'era gente.
E' bello vedere come l'entusiasmo dei ragazzi facesse superare la noia dello spostamento, e questa cosa ci riempì il cuore sia a me che li ospitavo, sia a Pere che a Camomilla che vedevano ripagati i loro sforzi e la loro passione.
Il gruppo ormai si è consolidato e abbiamo deciso di darci un nome e trovare un logo comune.
Aragem De Vida! Brezza di vita! Vuole significare l'energia e la passione che tutti noi sentiamo quando siamo parte della stessa Roda.
Una cosa che ho trovato magnifico della capoeira, è che, a differenza degli sport, non si gioca in termini di vittoria o sconfitta, ma piuttosto come un dialogo con il compagno che sta giocando con noi. E' un gioco, non un rozzo combattimento, per questo motivo la roda è pervasa sempre dalla felicità.
Vedendolo in questa chiave mi rendo conto quanto le discipline che girano attorno al denaro siano delle realtà vuote.
La roda è una metafora della vita, a volte impariamo a volte insegniamo. Ci sono momenti di spensieratezza e altri di difficoltà, e possiamo vivere solo relazionandoci con gli altri. Sentendo le paure le sicurezze, le emozioni.
Relazionarsi nella vita è jogar nel roda. Non c'è vittoria o sconfitta finale, ma solo un lungo cammino che possiamo condividere con chi ci sta attorno.
Ma come attraversarla, nessuno ce lo insegna. Possiamo solo provarci.
Lo stesso è la Roda, nessuno ti può dire come si fà, lo puoi solo scoprire da te!
"Entra con foga
accettando la sfida,
Jogando in Roda,
Aragem de Vida!"
Banzai!
Vi voglio raccontare una storia... la nostra!
Partirò dalla mia, per raccontarvi come è nato il nostro gruppo.
Iniziai a praticare il Karate quando avevo 10 anni, mi innamorai delle arti marziali e capii che non c'è nulla che si avvicina minimamente a questo mondo.
Partecipai spesso a degli stage in giro per l'Italia, che mi diedero modo di conoscere altre arti marziali, quali Judo, JuJutsu, KravMaga, KungFu e anche la Capoeira...
Ricordo che una volta eravamo al Palasport di Rimini, ad uno stage Fekda.
Fù lì che vidi un giovane ragazzo brasiliano che stava saltellando a tempo di musica.
Era per me una cosa molto strana, dato che la marzialità da cui provengo è estremamente rigida... mi sembrava irrispettoso nei confronti degli altri praticare arti marziali con la musica...
Poi mi venne detto che quello non era saltellare, ma era un tipo di guardia: la ginga!
Così provai a mettermi insieme agli altri stagisti, per provare quel modo di aspettare l'avversario... o per lo meno lo credevo il motivo...
Oltre alla ginga, non ricordo di aver provato altro, forse perchè c'era lo stage di karate a cui non potevo mancare.
Continuai a praticare il karate per 12 anni, finchè due anni fa qualcosa mi disse che era ora di soddisfare quel desiderio di provare la Capoeira di nuovo. Ma dato che nel mio paese, Villadose, non c'era nessuna scuola, decisi di spostarmi a Rovigo.
Conobbi così Andrea Sfriso (che abbiamo chiamato Camomilla per il fare tranquillo..), nello spogliatoio della Silver Gym.
Iniziai per qualche mese a praticare con lui, e una sera venne un ragazzo a salutare: il Pere.
Loro si conoscevano da tempo, e mi colpì molto il fatto che ritornò a salutarci spesso.
Poi le esigenze del gruppo richiesero di spostarsi da lì.
Iniziò quindi come una idea buttata lì per lì, di continuare ad allenarsi nella palestra di Villadose dove pratico il karate.
Iniziammo a quindi a dislocarci rispetto la città, e nonostante tutti provenissero da fuori Villadose, tutte le sere in palestra c'era gente.
E' bello vedere come l'entusiasmo dei ragazzi facesse superare la noia dello spostamento, e questa cosa ci riempì il cuore sia a me che li ospitavo, sia a Pere che a Camomilla che vedevano ripagati i loro sforzi e la loro passione.
Il gruppo ormai si è consolidato e abbiamo deciso di darci un nome e trovare un logo comune.
Aragem De Vida! Brezza di vita! Vuole significare l'energia e la passione che tutti noi sentiamo quando siamo parte della stessa Roda.
Una cosa che ho trovato magnifico della capoeira, è che, a differenza degli sport, non si gioca in termini di vittoria o sconfitta, ma piuttosto come un dialogo con il compagno che sta giocando con noi. E' un gioco, non un rozzo combattimento, per questo motivo la roda è pervasa sempre dalla felicità.
Vedendolo in questa chiave mi rendo conto quanto le discipline che girano attorno al denaro siano delle realtà vuote.
La roda è una metafora della vita, a volte impariamo a volte insegniamo. Ci sono momenti di spensieratezza e altri di difficoltà, e possiamo vivere solo relazionandoci con gli altri. Sentendo le paure le sicurezze, le emozioni.
Relazionarsi nella vita è jogar nel roda. Non c'è vittoria o sconfitta finale, ma solo un lungo cammino che possiamo condividere con chi ci sta attorno.
Ma come attraversarla, nessuno ce lo insegna. Possiamo solo provarci.
Lo stesso è la Roda, nessuno ti può dire come si fà, lo puoi solo scoprire da te!
"Entra con foga
accettando la sfida,
Jogando in Roda,
Aragem de Vida!"
Banzai!
domenica 17 febbraio 2008
Benvenuti!
Vieni a conoscere l'arte della Capoeira, la spettacolare lotta Brasiliana che unisce: musica e ritmi tribali, acrobazie ,
movimenti di difesa e attacco, che insieme ti preparano alla magia della roda!

Gli Istruttori Camomilla e Pere
ti aspettano:
martedì dalle 19.30 alle 21.00
venerdì dalle 20.00 alle 21.30
presso la Palestra Scuole Elementari di Villadose
via De Gasperi n° 1 - Villadose (RO)
Costo 30 euro di iscrizione e soli 5 euro mensili!
Cliccate sulla cartina per ingrandirla.
Ecco come raggiungerci.
Prendere la SR443 tra Rovigo e Adria.
Arrivare a Villadose (1).
Sulla vostra sinistra vedrete un distributore YES (2), e il METANO(3), superateli entrambi.
Proseguite per 500m, sulla sinistra trovate un distributore Agip (4), superate pure questo.
Ora trovate una trasversale a sinistra (5), imboccatela.
Proseguite oltrepassando un piccolo ponte (6), e andate adagio fino a che sulla vostra destra (7) noterete un edificio scolastico. Queste sono le scuole Elementari.
Se il cancello è aperto e vedete luci nella palestra, entrate pure per vedere!
Vi aspettiamo!
movimenti di difesa e attacco, che insieme ti preparano alla magia della roda!

Gli Istruttori Camomilla e Pere
ti aspettano:
martedì dalle 19.30 alle 21.00
venerdì dalle 20.00 alle 21.30
presso la Palestra Scuole Elementari di Villadose
via De Gasperi n° 1 - Villadose (RO)
Costo 30 euro di iscrizione e soli 5 euro mensili!
Ecco come raggiungerci.
Prendere la SR443 tra Rovigo e Adria.
Arrivare a Villadose (1).
Sulla vostra sinistra vedrete un distributore YES (2), e il METANO(3), superateli entrambi.
Proseguite per 500m, sulla sinistra trovate un distributore Agip (4), superate pure questo.
Ora trovate una trasversale a sinistra (5), imboccatela.
Proseguite oltrepassando un piccolo ponte (6), e andate adagio fino a che sulla vostra destra (7) noterete un edificio scolastico. Queste sono le scuole Elementari.
Se il cancello è aperto e vedete luci nella palestra, entrate pure per vedere!
Vi aspettiamo!
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